giovedì, 12 novembre 2009
 

postato da: ciumakella alle ore novembre 12, 2009 09:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:mare, esperienze, dolci, sensazioni, malinconia, silenzio, napoli, luce, me stessa, solitudine, vento, sole, libertà, dialetti, casetta
martedì, 10 novembre 2009
Mia madre è super classica ma oggi l'ho portata
in negozi  "x giovani"



vi piace lo stile che abbiamo scelto insieme ai nonni??


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postato da: ciumakella alle ore novembre 10, 2009 20:26 | Permalink | commenti (2)
categoria:famiglia, infanzia
domenica, 08 novembre 2009


L

Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.

Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno
dei nostri amici.

Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra
amica Mamma
,che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro
li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici.


E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi.

Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una
vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un
sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti], quelli
che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che
sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre
radici con allegria.


Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il nostro cammino.

Ti auguro, foglia del mio albero, pace
amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre........ semplicemente perché ogni persona che
passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi.


Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e
la prova evidente che due anime non si incontrano
per caso.




La carta viene dal Venezuela è stata scritta da Paul Montes
un missionario sud-americano.







 
postato da: ciumakella alle ore novembre 08, 2009 15:45 | Permalink | commenti (1)
categoria:amore, vita, esperienze, famiglia, amici, me stessa, radici, infanzia
sabato, 07 novembre 2009


zeppoledipatate
Le zeppole sono il dolce tipico di San Giuseppe, infatti sono preparate generalmente il 19 marzo, per festeggiare la festa del papà. Queste zeppole, preparate con un impasto che viene intrecciato a forma di “elle”, per poi essere fritto e passato ancora calde nello zucchero. Queste zeppole di patate sono una ricetta tipica napoletana che viene preparata in accompagnamento o in sostituzione alle zeppole di San Giuseppe.
Sebbene preparate a San Giuseppe, non si chiamano “zeppole di San Giuseppe” che sono dolci alla crema a base di pasta bignè o pasta choux fritte o cotte al forno.


Ingredienti per 30 zeppole:
500 gr di patate,
800 gr di farina 00 circa (dipende dalla capacità di assorbimento delle patate),
5 uova,
5 cucchiai di limoncello,
4 cucchiai di zucchero,
50 gr di burro,
1 scorza di limone grattugiata
25 gr di lievito di birra


olio di semi d’arachidi
150 gr di zucchero per cospargere le zeppole


Procedimento:
Lessate le patate in abbondante acqua per 40 minuti circa.
Appena le patate sono cotte, ancora calde, spellarle e passarle nello schiacciapatate e disporle al centro della farina.
Disporre la farina sulla spianatoia e al centro disporre le uova, lo zucchero, il burro ammorbidito, il lievito di birra e le patate schiacciate.


Lavorare incorporando man mano la farina e il limoncello

Appena l’impasto inizierà a prendere consistenza, aggiungere la scorza grattugiata di limone.

Impastare il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e non appiccicoso e formare un panetto morbido.

Formare con l’impasto dei cordoncini di un centimetro e mezzo di spessore

Tagliarlo quindi in pezzi lunghi una ventina di centimetri e incrociarne le estremità in modo da ottenere delle ciambelle.

Mettere a lievitare le zeppole sulla spianatoia al caldo per circa 2 ore distanziandole le une dalle altre.

In una padella dai bordi alti versare l’olio di semi e quando l’olio sarà bollente, calare le zeppole.

Friggere le zeppole per 3/4 minuti o finchè non saranno dorate.

Lasciar sgocciolare le zeppole e ancora calde, passarle nello zucchero in modo che si cospargano di zucchero su tutta la superficie.

Servire le zeppole appena tiepide.




postato da: ciumakella alle ore novembre 07, 2009 01:20 | Permalink | commenti
categoria:ricette, napoli, tradizioni, prodotti tipici, antichi sapori
venerdì, 06 novembre 2009

la casa di Barbie...

Se sei sulla 30ina ....ti scenderà qualche lacrima dagli occhi.



Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco
sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo
votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica
comincia coi Mondiali di Italia '90.

Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non
abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto
credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.


Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo,
però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e
nessuno glielo dice.

Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le
biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo
stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai
parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.


Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu
con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe
da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la
Maturità e i pionieri del 3+2...


Siamo stati etichettati come Generazione X e
abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti
piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).

Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di
Georgie,abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi,
cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.


Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come
Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.

Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se
non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.


Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di
Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza
Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq,ecc.); abbiamo
gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.


Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore
prima di chiunque altro,abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e
credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco
e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.

Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.


la casa di Barbie...
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba
erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi
giocare..."), delle crostatine con sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù,Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.


La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine
vanno insieme.La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci
viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno
è la favorita...

L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.

L'ultima generazione degli spinelli...


Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:viaggiavamo in
macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo
viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.

Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a
prova di bambino.

Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.


Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era
bestiale.

Non c'erano i cellulari.

Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella
che raramente aveva glispallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi, al limite uno era
grasso e fine.


Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.

Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo
lavandoci la testa con l'aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi,dolby-surround, cellulari, computer e Internet,
però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci
per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente
dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che
bevono anche i cani!

E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere
e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità,
non in una chat



Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità
e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.


Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni!

 



 



postato da: ciumakella alle ore novembre 06, 2009 18:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:vita, famiglia, amici, me stessa, radici, infanzia
venerdì, 02 ottobre 2009
ritaglio
postato da: ciumakella alle ore ottobre 02, 2009 13:17 | Permalink | commenti
categoria:famiglia